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Museo Ebraico

Le prime proposte volte alla creazione di un Museo nello storico complesso di Via Mazzini risalgono a metà degli anni 80. Realizzato grazie al contributo della Fondazione ed inaugurato il 29 giugno del 1997, il Museo si articola lungo un percorso interno, coerente e suggestivo, che consente di visitare gli ambienti storici recuperati e restaurati, all'interno dei quali le suppellettili culturali testimoniano la ricchezza e vivacità della comunità Ebraica la cui presenza a Ferrara risale agli inizi del secolo XIII.

 

Importo erogato LIT. 50.000.000

 

 

Le grandi mostre di Ferrara Arte

Palazzo dei Diamanti

Palazzo dei diamantiLe intriganti architetture del Palazzo dei Diamanti, dai primi anni '90 hanno iniziato ad ospitare alcune delle maggior mostre d'arte del nostro paese: da "Claude Monet e i suoi amici", "Marc Chagall 1908-1985", "Paul Gauguin e l'avanguardia russa", "Max Klinger", "De Pisis", "Dosso Dossi. Pittore di corte a Ferrara nel Rinascimento", "Rubens e il suo secolo", "Da Dahl a Munch. Romanticismo, realismo e simbolismo nella pittura di paesaggio norvegese", "Shakespeare nell'arte" e "Degas e gli italiani a Parigi" sono alcuni dei titoli più famosi di questa ormai consolidata tradizione culturale ferrarese.

 

Un progetto moderno e dinamico

Quando, nel 1992, la Galleria d'Arte Moderna di Ferrara organizzò Claude Monet e i suoi amici, la nostra città visse un'esperienza nuova: durante i tre mesi di apertura della mostra, dopo aver ammirato i quadri al Palazzo dei Diamanti, duecentotrentamila turisti si riversavano per le strade della città, perdendosi nei vicoli della parte medievale o passeggiando nei viali rinascimentali, scovando i piccoli ristorantini di cucina ferrarese e cercando gli angoli descritti nei romanzi di Bassani. Ferrara, insomma, si scopriva città turistica.

Fu subito chiaro che quella delle mostre d'arte di grande qualità e richiamo era la strada da seguire. Per fare questo, era necessario poter "dialogare" con le grandi istituzioni artistiche internazionali, offrendo loro determinate garanzie in termini di dinamismo e capacità operativa: "Ferrara Arte", società per azioni costituita dal Comune di Ferrara e dall'Amministrazione Provinciale, nasce appunto per soddisfare queste esigenze.

 

Casa della Solidarietà

Non solo cure mediche

I progressi delle scienze e delle terapie mediche realizzati negli ultimi decenni hanno permesso di affrontare con maggiore efficacia e speranza malattie prima inevitabilmente letali. In altri casi, purtroppo, la medicina altro non può fare che allungare prolungare del malato e migliorarne la qualità della vita. Tale situazione riguarda soprattutto i malati oncologici terminali, per i quali l'esperienza insegna che il miglior ambiente in cui passate l'ultimo periodo di vita è la propria casa. In alcuni casi si rende però necessario un ambiente dotato di particolari strutture sanitarie ma che al contempo sia più accogliente dell'ospedale. I cosiddetti Hospice sono strutture capaci di rispondere a queste esigenze.

 

Un luogo di accoglienza

Dal settembre del 2000 i malati avviati inevitabilmente verso il termine della loro esistenza possono trovare a Ferrara un ambiente appositamente creato per i loro diversi bisogni. L'Hospice "Casa della Solidarietà" è stato realizzato con l'impegno primario dell'associazione Assistenza Domiciliare Oncologica (ADO), coinvolgendo molte istituzioni locali e volontari in un opera di cui la città ha colto subito l'importanza. L'Hospice è prima di tutto un luogo di accoglienza per chi sta affrontando l'ultimo e più impegnativo viaggio della sua vita. Un luogo non solo di assistenza sanitaria, ma anche di estrema attenzione alle molte e difficili implicazioni psicologiche e spirituali del malato e dei suoi famigliari.

 

Il Centro Diocesano Caritas

Le nuove povertà

Negli ultimi decenni, al progressivo miglioramento del tenore di vita di gran parte della società italiana, sono emerse alcune "nicchie" di povertà: gruppi di persone che per diverse ragioni sono rimaste escluse dai processi di benessere economico via via sempre più diffuso e che di conseguenza vivono una situazione di marginalità anche nelle relazioni sociali.

 

Un punto di riferimento per la solidarietà ferrarese

Raccogliendo l'eredità secolare di attenzione ai poveri e alle situazioni di sofferenza sociale, la Caritas Diocesana di Ferrara, nei primi anni '90 si trovava a dover aiutare quotidianamente centinaia di persone disponendo solo di un piccolo ufficio all'interno della Curia Arcivescovile.

La situazione andava facendosi sempre più insostenibile, soprattutto per il crescere delle cosiddette "nuove povertà", quali l'aumento degli anziani indigenti e l'arrivo dei primi grandi flussi di immigrati.

 
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