Banca europea per il trapianto di epatociti umani crioconservati

I grandi progressi di conoscenza nel campo della biologia molecolare e delle biotecnologie hanno consentito negli ultimi anni lo sviluppo di metodiche per l'isolamento, la coltivazione e la ricostruzione in vitro dei tessuti umani, mettendo a disposizione del medico nuove possibilità terapeutiche attraverso l'impiego di prodotti che utilizzano cellule ottenute dallo stesso paziente o da un donatore.

Queste tecnologie contribuiscono a definire una nuova branca delle scienze biomediche, denominata "ingegneria dei tessuti".


Una Banca del Fegato

All'interno di questo nuovo e importante contesto medico-scientifico, il Dipartimento di Scienze Biomediche e terapie Avanzate dell'Università di Ferrara, nel 1999 ha avviato il progetto di creazione di una "Banca di Epatociti Umani".

Gli obiettivi del progetto sono: la creazione di unico punto di raccolta-lavorazione per rifornire più centri di trapianto, il potenziamento della ricerca grazie alla centralizzazione della raccolta degli epatociti, la creazione di un "vantaggio competitivo" per l'Italia in questo settore di ricerca, visto che non sono presenti casi simili negli altri paesi dell'Unione Europea.

Questo progetto ambizioso nasce nel 1998, da una collaborazione tra l'Università di Ferrara e quella di Udine, ed entro la fine di quell'anno riceve l'approvazione dal Nord Italia Transplant.

L'anno successivo inizia l'attività di ricerca con il prelievo e il trattamento dei fegati per l'isolamento degli epatociti. Nel 2000, il progetto inizia a prendere forma evidente e concreta con il finanziamento, da parte dell'Università, di un assegno di ricerca riguardante la Banca. Nel frattempo inizia l'allestimento dei locali presso l'Azienda Ospedaliera-Universitaria di Ferrara.

Nel 2001 parte l'avvio delle attività della banca: dopo l'approvazione del regolamento e dei protocolli di lavoro, a maggio iniziano le attività di prelievo. Nell'ottobre 2002 il Ministero della Salute, dopo il parere positivo del Consiglio Superiore della Sanità, ha autorizzato la Banca a fornire epatociti umani, in particolare cellule epatiche da utilizzarsi nel trattamento con il fegato bio-artificiale di pazienti affetti da epatite acuta. Tra i 2001 e il 2002 sono stati eseguiti i primi trattamenti su pazienti del Centro Trapianti di Udine e il Policlinico di Bologna.

Il valore di tale progetto è stato formalmente riconosciuto anche in occasione del Congresso Mondiale di epatologia ETCO 2003, tenutosi a Venezia, in occasione del quale la Banca degli Epatociti di Ferrara ha ricevuto il premio internazionale per il migliore lavoro scientifico presentato al congresso.

 

La ricerca scientifica sanitaria: un impegno prioritario per la Fondazione

La Fondazione ha appoggiato questo progetto di portata internazionale fin dalla sua ideazione, nel 1998, nel tentativo di valorizzare quanto più possibile uno dei settori di eccellenza della ricerca scientifica ferrarese.

La Fondazione ha quindi avviato un progetto poliennale della durata di cinque anni attraverso il quale ha stanziato 550.000.000 di vecchie lire.

Tale progetto rivela l'attenzione che la Fondazione pone da sempre verso iniziative trasversali ai suoi settori di intervento quali, in questo caso, la Ricerca Scientifica e la Sanità.