Salute pubblica
Progetto Delta Cuore
La necessità di intervenire entro i primi cinque minuti
Una persona ogni mille muore ogni anno per arresto cardiaco improvviso, e le possibilità di sopravvivenza a questo evento drammatico dipendono dalla rapidità con cui si realizza la cosiddetta "catena della sopravvivenza", che inizia con un'allarme precoce al sistema di emergenza sanitaria (118), continua con i primi interventi di supporto di base delle funzioni vitali e con uso del defibrillatore (che deve avvenire entro cinque minuti dall'arresto cardiaco) da parte di personale addestrato, e si conclude con l'intervento di personale sanitario specializzato.
Una rete di cardiorianimazione decentrata
All'inizio del 2002, la Fondazione Carife, insieme all'AUSL di Ferrara e a diversi amministratori locali, ha avviato la progettazione di una rete territoriale di personale volontario addestrato ad intervenire tempestivamente per far fronte a casi di arresti improvvisi della funzione cardiaca. Tale rete doveva coprire i diversi Comuni della riviera ferrarese: un'area che presenta zone particolarmente lontane dai presidi ospedalieri locali, e che nei mesi estivi registra un notevole aumento della popolazione per via del turismo balneare.
Acquisto di attrezzature per chirurgia miniinvasiva
La rivoluzione tecnologica che ha investito la chirurgia, con l'introduzione delle metodiche miniinvasive, ha rivoluzionato la chirurgia addominale e toracica: strumenti miniaturizzati fedelmente riprodotti in attinenza a quelli usati nella chirurgia convenzionale vengono infatti introdotti attraverso mini incisioni cutanee.
La Sezione di Patologia Chirurgica esegue annualmente circa 100-110 procedure toraciche e 130 procedure addominali, attività che quindi comporta una usura fisiologica della strumentazione a disposizione, a suo tempo acquistata con il sostegno della Fondazione. Nel 2001 si è quindi sentita la necessità di acquistare nuove strumentazioni di ultima generazione in modo da permettere la continuazione degli interventi in chirurgia miniinvasiva, che comporta al paziente traumi minori ed un decorso post operatorio molto più breve.
Importo erogato LIT. 60.000.000
Progetto di economia articolare
L'artrite reumatoide è considerata fra le patologie reumatiche che più frequentemente portano ad una limitazione funzionale intesa come disabilità ed ad un elevato grado di dipendenza, alterate relazioni sociali e severe difficoltà nell'ambito socio-lavorativo con handicap generalmente grave.
Per ridurre i sintomi, migliorare la funzione, ridimensionare la disabilità e quindi evitare l'handicap occorre seguire un programma di riabilitazione complesso di economia articolare che in senso lato identifica l'insieme dei mezzi che permettono di superare gli ostacoli che si presentano nella quotidianità e di evitare le gestualità potenzialmente nocive per prevenire e rallentare i deterioramenti articolari.
La Fondazione è quindi intervenuta sia finanziando un assegno di ricerca per un medico reumatologo che segua questo particolare programma di riabilitazione sia sostenendo l'acquisto delle necessarie particolari attrezzature.
Importo erogato LIT. 45.000.000
Progetto di informatizzazione della cartella riabilitativa
Il progetto riabilitativo di regola include programmi diversi, integrati fra loro, che possono svolgersi nell'arco di molti mesi o anni.
La Fondazione, nella convinzione che documentare in modo preciso e completo questo complesso processo di cura sia fondamentale per la riuscita della stessa, ha quindi inteso sostenere il progetto di informatizzazione della "cartella paziente integrata", ovvero di una scheda particolare che consente di unificare e raccogliere in modo sistematico la documentazione relativa ai programmi riabilitativi svolti per il paziente con il contributo di tutti i componenti del team riabilitativo.
Importo erogato LIT. 30.000.000
