Acquisto della Collezione Sacrati Strozzi

La collezione Sacrati Strozzi

Serlio, ProspettivaNata a Ferrara alla metà dell'800 per volontà del marchese Massimiliano Strozzi Sacrati, la Collezione Sacrati Strozzi contava, relativamente alle opere pittoriche, più di 400 pezzi.

Questi, espressione, nella maggioranza, della produzione di quella che il Longhi definì "Officina Ferrarese", ma anche di quella altre Scuole artistiche italiane, in tempi che spaziano dal '400 all'800, vennero poi trasportati dagli eredi di Massimiliano a Firenze, dove trovarono collocazione prestigiosa nel palazzo Strozzi di Piazza del Duomo.

Tra i pezzi più rappresentativi  le due "Muse" facenti parte di un ciclo di più pezzi, appositamente creato per lo studiolo del Duchi d'Este a Belfiore.

Un'altra opera di assoluto rilievo è la cosiddetta Pala Strozzi, acquistata da Massimiliano nel 1859 e venduta dal nipote ed erede omonimo nel 1882. Questa è una sorta di simbolo non solo del valore, ma anche della sorte della collezione, andata via via disgregandosi alla morte dell'ultimo rappresentante di Casa Strozzi Sacrati.

Della Collezione originaria, infatti, rimangono oggi a Ferrara solo 59 pezzi. Senza che fortunatamente sia andata perduta la sua peculiare caratteristica di rappresentare un lungo e felice periodo della cultura artistica e della sensibilità collezionistica della nostra città.

 

Un acquisto complesso

La morte del marchese Uberto Strozzi Sacrati nel 1988, a  Firenze,  ultimo rappresentante della famiglia, lasciò la Collezione e l'intero patrimonio senza eredi diretti. I primi a poter vantare diritti di proprietà su questo patrimonio furono alcuni lontani nipoti che da tempo vivevano in Australia. A seguito di controversie testamentarie,  il Giudice delle Successioni nominò curatore dell'Eredità "giacente" l'avvocato  Gianfranco Cecchi Aglietti; questi operò nell'ottica che la grande Collezione, sulla quale si erano appuntati gli occhi di molti antiquari e collezionisti esteri e che già era stata notevolmente depauperata  dagli eredi, non andasse ulteriormente frammentata,  nel rispetto, soprattutto, della volontà del mantenimento dell'unitarietà e della continuità della Collezione secondo le volontà del suo originario fondatore, Massimiliano, e del suo ultimo successore, Uberto.

Attraverso l'applicazione della Legge 512 del 1982, come pagamento di una parte delle imposte di successione, le opere dichiarate "notificate" passarono nelle mani dello Stato. Un'altra parte della collezione relativa alle opere pittoriche venne acquisita, con un impegno economico di circa un miliardo di lire, direttamente dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara.

Ora, sia i dipinti acquisti dallo Stato, sia quelli di proprietà della Fondazione, sono conservati ed esposti al pubblico nella Pinacoteca Nazionale di Palazzo dei Diamanti a Ferrara, la stessa città che fu la culla della Collezione.

 

Acquistare opere d'arte a beneficio di tutta la città

Musa UraniaLa Cassa di Risparmio di Ferrara fu la prima banca italiana ad esporre in spazi pubblici le proprie collezioni di opere d'arte.

L'intento alla base delle acquisizioni di tali opere non era semplicemente quello di effettuare un investimento economico, e nemmeno quello di abbellire gli ambienti interni delle proprie sedi. Le acquisizioni artistiche della Cassa di Risparmio di Ferrara erano soprattutto un contributo che la Banca voleva offrire al patrimonio culturale della propria città.

L'acquisto dei dipinti appartenenti alla Collezione Sacrati Strozzi è il primo intervento della Fondazione Carife che da seguito a questa grande tradizione avviata dalla Cassa negli anni precedenti alla riforma del sistema bancario dei primi anni '90.

E il valore di questo acquisto è inoltre notevolmente accresciuto dalla decisione della Fondazione di riunire in un unico ambiente espositivo, quale quello offerto dai locali della Pinacoteca Nazionale,  quella parte superstite così significativa dell'originaria Collezione e di renderla accessibile al grande pubblico dei cittadini ferraresi e dei turisti in visita alla nostra città.