Le grandi mostre di Ferrara Arte

Palazzo dei Diamanti

Palazzo dei diamantiLe intriganti architetture del Palazzo dei Diamanti, dai primi anni '90 hanno iniziato ad ospitare alcune delle maggior mostre d'arte del nostro paese: da "Claude Monet e i suoi amici", "Marc Chagall 1908-1985", "Paul Gauguin e l'avanguardia russa", "Max Klinger", "De Pisis", "Dosso Dossi. Pittore di corte a Ferrara nel Rinascimento", "Rubens e il suo secolo", "Da Dahl a Munch. Romanticismo, realismo e simbolismo nella pittura di paesaggio norvegese", "Shakespeare nell'arte" e "Degas e gli italiani a Parigi" sono alcuni dei titoli più famosi di questa ormai consolidata tradizione culturale ferrarese.

 

Un progetto moderno e dinamico

Quando, nel 1992, la Galleria d'Arte Moderna di Ferrara organizzò Claude Monet e i suoi amici, la nostra città visse un'esperienza nuova: durante i tre mesi di apertura della mostra, dopo aver ammirato i quadri al Palazzo dei Diamanti, duecentotrentamila turisti si riversavano per le strade della città, perdendosi nei vicoli della parte medievale o passeggiando nei viali rinascimentali, scovando i piccoli ristorantini di cucina ferrarese e cercando gli angoli descritti nei romanzi di Bassani. Ferrara, insomma, si scopriva città turistica.

Fu subito chiaro che quella delle mostre d'arte di grande qualità e richiamo era la strada da seguire. Per fare questo, era necessario poter "dialogare" con le grandi istituzioni artistiche internazionali, offrendo loro determinate garanzie in termini di dinamismo e capacità operativa: "Ferrara Arte", società per azioni costituita dal Comune di Ferrara e dall'Amministrazione Provinciale, nasce appunto per soddisfare queste esigenze.

Grazie a questa nuova struttura, sono nate rassegne prima non sostenibili, dal punto di vista economico e organizzativo, che hanno spaziato dall'arte antica a quella moderna. Gli orizzonti internazionali di questo progetto non hanno però mai trascurato temi e protagonisti della storia artistica ferrarese, come La miniatura a Ferrara, Dosso Dossi, Giovanni Boldini, Filippo de Pisis.

Si è sempre cercato di creare prima, e poi di mantenere, un forte identità delle mostre ferraresi, scegliendo una decisa caratterizzazione storica delle rassegne.

Al tempo stesso Ferrara Arte ha realizzato eventi che, dopo il loro debutto nella nostra città, si potessero trasferire in altre prestigiose sedi estere.

Sono così state prodotte mostre di grande qualità a costi accettabili, rimontando lo svantaggio di non avere musei con ricche collezioni, estremamente utili per chi persegue la sola politica degli scambi. Queste scelte "politiche" hanno incontrato il gradimento di un pubblico di fascia medio - alta, tradizionalmente attento anche alle ricchezze del territorio circostante.

A fianco di una chiara volontà politica degli enti pubblici proprietari di Ferrara Arte, emerge la capacità, rara in Italia riguardo questo settore, di sapersi confrontare realmente con il mercato e di trarre buona parte delle sue fonti di finanziamento dal favore accordatogli dai "clienti" finali: quasi il 70% delle entrate della società organizzatrice deriva infatti dalla vendita dei biglietti e dal bookshop.

 

Le Grandi mostre come punto di eccellenza per l'economica turistico-culturale

Se dai primi anni '90 Ferrara si è imposta all'attenzione del turismo culturale di qualità come splendida città d'arte, molto lo si deve alle grandi mostre organizzate presso il Palazzo dei Diamanti.

Favorite dall'ideale cornice urbana perfettamente preservata della città, le mostre ferraresi sono state in grado stimolare un più ampio fermento culturale di eventi lungo tutto il corso dell'anno, sviluppando di conseguenza un vero e proprio indotto economico legato alle diverse esigenze dei visitatori della nostra città.

Quello delle grandi mostre è diventato quindi uno degli ambiti in cui meglio si realizza di anno in anno uno dei grandi obiettivi della Fondazione: sostenere la vita culturale locale al fine di incrementare lo sviluppo economico del nostro territorio.