Restauro del "Giudizio Universale" nell'abside del Duomo

Il giudizio universale

Bastianino, Giudizio UniversaleDopo più di quattro secoli dalla sua nascita, nel 2000 l'opera nella quale il Bastianino "spiega l'ala del suo genio" torna a risplendere nel catino absidale del Duomo di Ferrara, grazie ad una minuziosa opera di restauro che ridà all'affresco l'originaria potenza di rappresentazione.

In quest'opera il Bastianino mette IN pratica tutte le sue qualità di drammaturgo "di titanici fantasmi, orchestrati in gruppi di sapiente composizione fra cielo e terra, in un vortice aereo che attira e trascina gli stessi dannati riesumati dalla fossa a cui sono destinati" come ha scritto Jadranka Bentini sulla nostra rivista.

Nel Giudizio il Bastianino si rivela come pittore IN chiaro, abile nel dosare le mezze tinte e i bianchi candidi e filamentosi, contrapposti ai corpi scuri della massa avviluppata dei dannati. Un'immensa rappresentazione teatrale, quindi, realizzata attraverso le pennellate di un regista-pittore dalla grande forza comunicativa.

 

Un restauro complesso

L'intervento di restauro sul catino absidale è iniziato con un'analisi dei materiali, attraverso diversi prelievi di colore dall'intonaco affrescato: operazione, questa, di grande importanza, visti i danni che i restauri passati hanno provocato su un affresco di cui non si conosceva la composizione chimica.

Dopo questo necessario lavoro preliminare, è iniziato il lavoro di pulitura.

Operazione presentatasi subito come molto complessa per la presenza di materiale molto differenziato adoperato IN origine, e per le già citate complicanze derivate dai precedenti interventi non omogenei, che non hanno mai eliminato completamente i bitumi, sia di superficie che IN profondità.

Dopo la pulitura eseguita con diversi tipi di impacco, a seconda delle superfici su cui si operava, si è proceduto ad un'operazione di consolidamento degli intonaci, attraverso iniezioni di resina acrilica emulsionata.

Bastianino, catino absidaleIl risultato di questo difficile lavoro è la restituita forza luminosa dei dipinti, che esaltano le qualità del Bastianino. Qualità che già in passato hanno fatto avvicinare l'autore di questo Giudizio a figure del calibro di Goya, Rubens e Tiziano. È la luce, infatti, la grande protagonista di questo capolavoro del tardo manierismo. Luce da oggi ritornata visibile secondo le intenzioni e il lavoro del Bastianino.

"Se un restauro doveva ridare vita ad un'opera d'arte" continuiamo con le parole della Bentini "(difficile quella in questione per la sua storia sofferta di capolavoro negato), riconsegnandole il senso e l'azione, l'obiettivo è stato raggiunto, per di più consentendo una lettura di ogni sua parte attraverso il rilevamento constante di ogni particolarità tecnica ed esecutiva".

 

Il tradizionale impegno a favore dell'arte religiosa

Da sempre la Fondazione Carife, e prima di essa la Cassa di Risparmio, pone grande attenzione al patrimonio artistico religioso ferrarese. Il valore di questi interventi, siano essi imponenti come nel caso dell'abside del Duomo, siano essi minimi come IN tanti altri casi, non è solo riferito alla necessità di tutela di emergenze artistiche del nostro territorio.

L'attenzione a quanto contenuto all'interno delle chiese della nostra provincia vuole essere, da parte della Fondazione, anche un impegno positivo verso quegli ambienti di riferimento per le comunità locali del territorio, e per i valori morali, oltre che religiosi, che li animano e che ne rafforzano il legame di appartenenza e di solidarietà.