Martedì, 11 Luglio 2000 02:00 Scritto da

Le nuove povertà

Negli ultimi decenni, al progressivo miglioramento del tenore di vita di gran parte della società italiana, sono emerse alcune "nicchie" di povertà: gruppi di persone che per diverse ragioni sono rimaste escluse dai processi di benessere economico via via sempre più diffuso e che di conseguenza vivono una situazione di marginalità anche nelle relazioni sociali.

 

Un punto di riferimento per la solidarietà ferrarese

Raccogliendo l'eredità secolare di attenzione ai poveri e alle situazioni di sofferenza sociale, la Caritas Diocesana di Ferrara, nei primi anni '90 si trovava a dover aiutare quotidianamente centinaia di persone disponendo solo di un piccolo ufficio all'interno della Curia Arcivescovile.

La situazione andava facendosi sempre più insostenibile, soprattutto per il crescere delle cosiddette "nuove povertà", quali l'aumento degli anziani indigenti e l'arrivo dei primi grandi flussi di immigrati.

L'esigenza, già avvertita da tempo, di creare un Centro Caritas logisticamente indipendente dalla Curia, più ampio e dotato della possibilità di creare vari indispensabili servizi quali una mensa, servizi igienici, laboratori sanitari, iniziò a trasformarsi in progetto concreto tra il 1993 e il 1994, quando fu deciso di realizzare questa struttura in un immobile di via Brasavola, di proprietà della Chiesa ferrarese.

Dopo notevoli lavori di restauro, nel settembre del 1994 la nuova sede della Caritas Diocesana viene ufficialmente aperta. Il centro era dotato di un'ampia mensa in grado di fornire un centinaio di pasti due volte al giorno, un ambulatorio medico (gestito insieme all'associazione Nelson Frigatti) per l'assistenza a quei cittadini extracomunitari allora non coperti da assistenza sanitaria di base, un'area di distribuzione di alimenti, e un'altra riservata alla distribuzione di indumenti. Oltre a ciò, il centro comprende anche una sezione per gli uffici della Caritas.

Col passare degli anni, i carichi di lavoro del centro Caritas sono progressivamente aumentati. La gran parte del lavoro all'interno della struttura, dalla preparazione dei pasti in mensa alla gestione degli altri servizi di assistenza, viene svolta da decine di volontari singoli o provenienti da associazioni esterne, cattoliche e non. Un elemento essenziale, quello del volontariato, al successo di questa struttura.

Parallelamente a questo contributo ricevuto, la Caritas in questi anni ha offerto aiuto e collaborazione in vari modi a tante diverse organizzazioni di solidarietà della nostra provincia. È in questo sue essere "luogo" di solidarietà concreta e insieme anche soggetto collaborativo con il tessuto sociale del territorio, che il Centro Caritas è dal 1994 uno dei più importanti punti di riferimento del mondo della solidarietà ferrarese.

 

L'impegno della Fondazione nella lotta alla povertà ferrarese

Nel 1994 la Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara ha offerto un finanziamento di 80 milioni di lire per l'avviamento di questo centro Caritas. Tale finanziamento ha contribuito alla creazione della mensa e delle strutture sanitarie.

A fianco dei tanti progetti finanziati in cui ci si prefigge l'obiettivo di combattere nel medio periodo determinate forme di povertà e disagio sociale, con questo intervento la Fondazione ha inteso rimarcare la propria attenzione anche a quei contesti di cosiddetta "prima emergenza", a quelle iniziative che mirano a soddisfare determinate necessita quotidiane e primarie dei cittadini poveri della nostra città.